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L'ASL DI LECCO POCO IMPEGNATA PER IL CENTRO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

 

Solo a Lecco l’ASL non si è ancora sufficientemente attivata per rendere operativo il CeAD, il Centro di Assistenza Domiciliare, voluto da Sindacati e Regione nell’accordo del novembre scorso.
L’adempimento formale di sottoscrivere il protocollo d’intesa dell’ASL con i rappresentanti dei Sindaci che sono associati nei 3 distretti socio sanitari di Bellano, Lecco e Merate è stato rispettato, ma non si può dire altrettanto circa l’avvio dell’organizzazione che prevede un Centro al quale arrivano le richieste dei vari soggetti, medici, familiari, strutture sanitarie che dimettono persone non ancora in salute.
L’obiettivo di avere un Centro di Assistenza domiciliare distrettuale senza dover far girare il malato o i familiari ai vari sportelli, non si è ancora attivato e sembra che si vogliano mantenere i soggetti operativi nei comuni (assistenti sociali, il personale delle centrali operative dell’Asl) senza procedure di incontro e confronto per stendere piani di intervento integrato fra sanitario e sociale, nonostante la disponibilità della Conferenza dei Sindaci ad affrontare operativamente la costituzione del Cead.
Questo è assolutamente grave in un territorio come il Lecchese, che ha visto l’avvio pionieristico dell’assistenza domiciliare integrata, l’esperienza che il dr. Gianlorenzo Scaccabarozzi ha potuto esportare in tutta Italia.
Fa davvero effetto la volontà dell’ASL di non sostenere e di lasciare andare quello che si è costruito nei decenni passati, infatti l’attivazione del dipartimento delle fragilità con l’Ospedale non ha migliorato il livello di assistenza, ma anzi ha creato le premesse per smembrare l’assistenza domiciliare integrata e le cure palliative ed ora non si fa nulla per portare a quell’integrazione che l’accordo e la delibera regionale vogliono realizzare in tutta la Lombardia. Sembra proprio che non si voglia dare una risposta completa a chi ha bisogno di assistenza a casa, il che significa avere le cure sanitarie, ma anche chi provvede all’igiene, alle pulizie e ai pasti di chi solo ha bisogno di un aiuto in una fase di non autosufficienza a domicilio.
In un momento in cui denunciamo la carenza di posti letto in casa di riposo, l’assistenza al domicilio che impegna le famiglie, non può vedere l’ASL assente. Il Direttore Generale Mauro Borrelli e il Direttore Sociale Giampiero Martinelli non mostrano ad oggi interesse per il territorio che devono servire per l’incarico ricevuto dalla Regione.
Il Direttore generale ci dice che non 'è bisogno di attivare un cntro unico perchè abbiamo già centrali sul territorio, e centralizzare  è fare un passo indietro.
Siamo convinti che non sia necessario centralizzare, ma che oggi le centrali operative dell'ADI nei distretti  ( per la parte sanitaria)  devono incontrarsi nei distretti per non dire nei comuni per programmare un'assistenza completa, quindi una integrazione fra l'assistenza sanitraia dell'ASL e quella domicialire dei comuni. Questo oggi non è ancora partito ma non sembra nelle volontà dell'ASL.   
Abbiamo chiesto di poterci riconfrontare a settembre, abbiamo colto la disponibilità dei Comuni e degli operatori dell’ASL, ci aspettiamo scelte dirigenziali che portino a notevoli passi avanti per non essere l’ultima provincia della Lombardia in un settore dove eravamo il modello, e vogliamo continuare ad esserlo.

06/07/2010

 

  

      

 

  

 

 

   

 

 

 

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