NO all'utilizzo della cooperativa esterna per la riapertura dei posti letto.
Mercoledì 9 giugno dalle ore 10.00 alle ore 12.00, le organizzazioni sindacali di categoria, la Rsu e i lavoratori dell'Azienda Ospedaliera di Lecco organizzano un presidio presso l'ospedale Umberto I di Bellano. Con questa iniziativa si vuole dire NO all'utilizzo della cooperativa esterna per la riapertura dei posti letto del presidio di Bellano.
Da dieci anni il presidio vive nella precarietà e nell'incertezza, nel corso degli anni le varie direzioni generali ne hanno limitato le prestazioni erogate e le risorse umane, disattendendo quanto precedentemente dichiarato sulla realizzazione di un polo riabilitativo di eccellenza che rispondesse al bisogno dei cittadini del territorio bellanese e non solo.
Il 12 maggio scorso si è svolto un incontro tra la direzione generale dell'Azienda Ospedale di Lecco e le organizzazioni sindacali confederali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil, sulla riattivazione del presidio di Bellano e sul completamento dell'apertura dei posti letto del reparto di medicina di Merate. Giova ricordare che l'Azienda nei passati incontri ha sempre caparbiamente sostenuto, come unica possibilità di garantire il completo funzionamento di Bellano, il ricorso alla cooperativa esterna e che, le organizzazioni sindacali, con altrettanta caparbietà, hanno rimarcato la propria contrarietà a questo tipo di gestione.
Nell'incontro del 12 maggio il direttore generale ha confermato la sua intenzione di procedere ad una riapertura graduale dei posti letto di Bellano, orientativamente verso la metà di giugno, con una prima attivazione di 12/14 letti affidati ai 6 infermieri dell' HCM, che attualmente sono in servizio presso la medicina di Merate, 7 Operatori Socio Sanitari e un coordinatore; contestualmente nella medicina di Merate ci sarà la riduzione estiva dei letti.
Inoltre, il direttore generale ha ribadito la ferma posizione nell’utilizzo della cooperativa anche per il futuro, nel numero e nella percentuale massima consentitagli dagli accordi con HCM, nel segno del completamento del suo progetto di instaurare nel presidio ospedaliero lecchese la famosa “quarta gamba”
Tutto questo nonostante ci sia stato un avviso di mobilità interna al quale hanno risposto 10 infermieri, un bando di mobilità esterna per 6 posti e un avviso pubblico di concorso per 15 posti di infermiere, i cui termini di scadenza erano fissati al 23 maggio. Il tutto, considerando i tempi di sostituzione e di inserimento, consentirebbe la disponibilità degli infermieri verso ottobre/novembre. Ma a quanto sembra, non si possono aspettare 5/6 mesi e avere il personale “pubblico”, con tutte le garanzie di qualità del servizio ad esso correlate per un presidio che vive una storia decennale di precarietà e incertezza, segnato da un lento e progressivo depauperamento delle risorse umane e delle prestazioni erogate.
Davanti a tanta determinazione da parte della direzione, a voler ricorrere in modo sistematico alla cooperativa nei vari presidi dell'Azienda, Cgil, Cisl e Uil, unitamente alla Rsu ospedaliera hanno ribadito la loro contrarietà.
Il presidio del 9 giugno vuole sottolineare la necessità di favorire l'incremento degli infermieri dipendenti dall'Ospedale; garantire ai cittadini assistenza di qualità; garantire la continuità operativa del personale contro le differenze economiche e normative tra lavoratori di uguale qualifica.