LA CISL LOMBARDA: UNA MANOVRA PESANTE, DA MODIFICARE |
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Il governo ha definitivamente varato una pesante manovra finanziaria con cui si taglia per 24,9 mld di euro il bilancio statale nell’arco dei prossimi 2 anni. Per la prima volta in Europa tutti i governi stanno contemporaneamente adottando decisi tagli alla spesa pubblica, in seguito alle conseguenze di una grave crisi finanziaria ed economica che non permette un eccessivo aumento dei deficit statali.
La Cisl Lombardia ritiene anzitutto necessario che, nel mezzo di questa grave crisi delle finanze pubbliche, il nostro paese, gravato da uno storico e pesante debito, metta in sicurezza il proprio stato sociale e mantenga solidità e rigore nei conti, senza il quale si rischierebbe in poco tempo di far pagare ancor di più a lavoratori e pensionati i costi della crisi.
La manovra contiene nel merito alcune misure che da tempo la Cisl sta chiedendo con tenacia e determinazione e che il governo Berlusconi aveva finora ignorato:
- la ripresa di una decisa lotta all’evasione fiscale con il ripristino della tracciabilità dei pagamenti oltre 5mila euro, con l’inserimento della fatturazione elettronica, oltre i 3 mila euro, con il maggior concorso dei Comuni nei controlli fiscali
- l’avvio di una riduzione di alcuni costi della politica (finanziamento dei partiti, compensi degli amministratori, auto blu, missioni e attività non proprie dei ministeri)
- un taglio degli stipendi dell’alta dirigenza dello stato (dirigenti, medici, magistrati, ma anche bonus di banchieri) con redditi cresciuti in modo ingiustificato
- la soppressione di enti inutili, la concentrazione presso Inail e Inps di attività parcellizzate e dispersive, l’avvio di una lotta a sprechi e inefficienze troppo diffuse per colpe storiche della politica
- un rafforzamento della defiscalizzazione della contrattazione di II° livello
Ma i provvedimenti del governo si caratterizzano soprattutto attraverso tagli e misure di grave entità a carico dei lavoratori del pubblico impiego e del welfare locale. In particolare:
- vengono bloccati per 3 anni i contratti e gli aumenti salariali nel pubblico impiego e nella scuola
- vengono sterilizzati gli aumenti di anzianità per il personale della scuola
- vengono rese mobili le finestre per il pensionamento di anzianità e di vecchiaia, con un nuovo leggero allungamento della reale età pensionabile, salvaguardando l’attuale sistema solo per 10mila casi di lavoratori messi in mobilità per la crisi
- viene effettuato un radicale taglio ai trasferimenti agli enti locali (a partire dalle Regioni che disporranno di un 30% in meno di risorse), in modo troppo indifferenziato e con possibili conseguenze sui servizi di carattere sociale per le famiglie, che rischiano di essere ridimensionati o di costare con nuove tasse locali e aumenti di tariffe.
Per la Cisl Lombardia occorre a fianco della manovra imboccare con decisione una nuova strada per realizzare una maggiore equità, indispensabile di fronte alla crisi sociale ed economica: pertanto dobbiamo spingere per un innalzamento della tassazione delle rendite finanziarie e dei grandi patrimoni, che devono contribuire di più al risanamento dei conti pubblici e per continuare ad alimentare di più interventi anticiclici e politiche di sviluppo economico ed industriale, unico modo per evitare che la debole ripresa si arresti e per dare risposte concrete alla creazioni di nuova occupazione, nostra priorità.
La Cisl Lombardia ritiene che il sindacato italiano debba evitare di partecipare al rimpallo di accuse che la politica sta ancora in queste ore dimostrando, assumendo invece un atteggiamento adatto alla gravità del momento economico:
- di fronte alla più grave crisi economica, occupazionale dell’ultimo secolo non dobbiamo misurare i singoli provvedimenti, bensì valutare come prioritaria la sostanziale difesa di un modello di stato sociale e l’azione di riequilibrio dei conti pubblici, indispensabile per difendere i diritti di lavoratori e pensionati
- il riavvio della lotta agli sprechi e all’evasione fiscale (veri cancri del paese che continuano a pesare sui lavoratori e pensionati onesti) va perseguito con continuità ed ulteriori provvedimenti
- i sacrifici chiesti anche ai lavoratori della pubblica amministrazione non possono tradursi nella morte della contrattazione collettiva e salariale; è pertanto necessario che venga prevista per le amministrazioni virtuose e a fronte di obiettivi concreti la possibilità di svolgere una contrattazione decentrata
- invece di un federalismo fatto di bandiere, parole vuote e tagli indiscriminati agli enti locali il sindacato vuole porsi l’obiettivo di realizzare un federalismo vero, che valorizzi le realtà virtuose e permetta un vero decentramento di risorse, autonomie e responsabilità
La Cisl è convinta che siamo di fronte ad un passaggio delicato della vita sociale ed economica del paese, fortemente condizionato dalla situazione internazionale.
E’ importante che nella fase di conversione parlamentare del decreto il governo si impegni a non cedere a lobby particolaristiche, evitando di allentare gli interventi su sprechi ed evasione.
E’ altresì importante che l’azione del sindacato non ceda alla demagogia. Il sì ai sacrifici che tutti i sindacati hanno dichiarato deve essere conseguente. La richiesta di una maggiore equità della manovra deve diventare comune a tutti i sindacati, partendo non da un rifiuto della stessa, ma da un confronto con tutte le forze politiche e con tutti coloro che vogliono concorrere alla coesione sociale.
La difesa dell’euro, il riequilibrio dei conti del nostro paese allontanando attacchi della speculazione finanziaria, la sostenibilità nel lungo periodo del sistema di welfare pubblico sono obiettivi che ogni sindacato riformista e moderno deve sostenere.
NEI SACRIFICI RAFFORZARE L’ EQUITA’
NO ALLA MORTE DELLA CONTRATTAZIONE NEL SETTORE PUBBLICO
Milano, 1 giugno 2010
CISL LOMBARDIA
01/06/2010
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