D
opo un’intensa trattativa, a fine aprile scorso è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo delle imprese artigiane del settore alimentare e della panificazione.
Il rinnovo del contratto, in considerazione della fase di transizione, avrà scadenza al 31 Dicembre 2012, se inserito in un contesto sicuramente non facile, è di grande interesse, sia per quanto riguarda l’aspetto normativo, sia per il risultato economico realizzato.
Il rinnovo del contratto sancisce la durata triennale e la relativa contrattazione regionale, di norma a metà della vigenza.
In estrema sintesi è opportuno sottolineare gli aspetti più significativi che riguardano il conglobamento delle tabelle retributive, l’impegno alla revisione della classificazione, un innovativo articolato sugli osservatori, nuovi articoli che riguardano le materie del mobbing, le molestie sessuali e i lavoratori immigrati.
E’ stato rivisitato l’articolato sul contratto a tempo determinato, sulla stagionalità e sul periodo di prova; è stata inserita, infine, come richiesto in piattaforma, la contrattualizzazione delle prestazioni bilaterali e l’assistenza sanitaria integrativa.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, è stato concordato un aumento complessivo pari a 95 euro nel triennio, di cui 30 € con decorrenza dal 1 Maggio 2010, 35 € dal 1 Maggio 2011 e 30 € dal 1 Marzo 2012.
E’ stata fissata anche una quota “una tantum”, a copertura del pregresso, pari complessivamente ad € 52, di cui 12 € a favore, come nel precedente accordo, delle azioni di sviluppo del sistema delle relazioni e per i rinnovi contrattuali.
“Un contratto per ripartire” è quanto ha affermato Augusto Cianfoni – Segretario generale della Fai Cisl a seguito della firma del rinnovo nazionale per il settore alimentare e panificazione degli artigiani. “Le condizioni determinate – ha proseguito Cianfoni – dagli accordi confederali del 2009 hanno trovato risposta in un rinnovo che permette di rilanciare la contrattazione nel mondo artigiano e, soprattutto, apre spazi importanti di partenza per la contrattazione di secondo livello”.
La soddisfazione della Cisl emerge nelle tante novità del contratto: la Bilateralità nazionale e regionale sia confederale che di settore, il Fondo sanitario nazionale e le aperture a possibili implementazioni regionali, oltre all’aumento retributivo di 95 Euro sul parametro medio. “Questa firma – ha concluso Cianfoni – permette di ripartire ed allargare la nostra attività contrattuale in un settore, molto diffuso sul territorio nazionale, in cui la contrattazione di secondo livello, ora, potrà giocare un ruolo importate per la tutela e la sindacalizzazione della categoria”.