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Per il futuro servono innovazione nelle tecnologie, nell'organizzazione, nelle relazioni tra le parti. Con la riapertura delle fabbriche dopo il periodo feriale, si comincia un nuovo 'anno sociale', che si preannuncia già, sin dall'autunno, molto impegnativo.
Ci sono almeno tre grandi temi che Cgil Cisl Uil hanno ripetutamente sollevato: il rinnovo dei contratti nazionali per milioni di lavoratori; la difesa del potere d'acquisto e dello stato sociale nella prossima Finanziaria; una politica di investimenti per rilanciare l'economia e il nostro sistema industriale.
Se non ci saranno risposte positive da parte di Governo e controparti pubbliche e private, diventerà inevitabile passare alle iniziative di lotta. Il paese non può andare avanti in questa situazione di sbandamento, che provoca sfiducia e malcontento in tutti. Non può continuare una politica che di fatto che arricchisce di più chi vive di rendita, che esercita professioni e attività protette, rispetto a chi produce e lavora come dipendente.
La ricaduta di tutto questo anche sul nostro territorio è evidente e significativa. Sono 90 le aziende in difficoltà dichiarata e molte altre sono sull'orlo di esserlo. Abbiamo 2.300 addetti in cassa integrazione di cui oltre 400 in mobilità. Nel secondo trimestre del 2004 (rispetto al 2003) l'aumento della produzione industriale nel lecchese è stata inferiore del 33% rispetto a quanto avvenuto in Lombardia: cioè noi siamo cresciuti dell'1,1% contro l'1,9% lombardo.
E' evidente che occorre mettere mano al sistema economico produttivo, dando segnali forti di innovazione nelle proposte, dei comportamenti, nel metodo di relazioni.
Tutti finalmente sembrano avere capito quanto la Cisl va dicendo da due anni sui ritardi e le debolezze del sistema Lecco. E' tempo di passare, perciò, dalle analisi condivise a proposte concrete.
Noi proponiamo, per l'ennesima volta, una strategia basata su un nuovo modo di coinvolgimento dei tre soggetti centrali del sistema Lecco: impresa, sindacato e istituzioni.
Nel merito la Cisl propone un pacchetto di lavoro basato su quattro ruote motrici:
1. rilanciare il sistema industriale provinciale (che resta l'asse portante del modello economico) attraverso un 'nuovo patto economico-sociale';
2. rivedere le funzioni del distretto metalmeccanico (e far funzionare quello tessile) nella direzione di fare da supporto alle rispettive filiere produttive e all'export;
3. integrare il sistema industriale più obsoleto e, quindi, indifendibile, con un nuovo ruolo del turismo, organizzato su scala industriale, in modo da attuare rapidamente l'idea del 'Distretto turistico monti e laghi del Lario';
4. realizzare un nuovo sistema di relazioni industriali per affrontare in modo preventivo, le possibili crisi occupazionali aziendali con un'idea moderna di gestione comune del mercato del lavoro.
Il rinnovo dell'Amministrazione provinciale e quello, ormai imminente, degli organi della Camera di Commercio, sono ottime occasioni per dimostrare se si vuole andare verso l'innovazione.
29/09/2004
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